La vita al tempo del Coronavirus

Stiamo vivendo un tempo strano, un tempo quello del coronavirus che ha stravolto la nostra vita, le nostre abitudini, il nostro quotidiano. Un tempo che nessuno di noi ha mai vissuto se non i molto anziani che hanno vissuto il tempo della guerra. Per questo ci sentiamo smarriti e impauriti. Percepiamo la fragilità della nostra vita, di fronte a un male invisibile che non sappiamo con tutta la nostra scienza e tecnologia per ora sconfiggere, un male che colpisce indiscriminatamente le persone. Per ora l’unica arma per prevenirlo è l’isolamento “restare a casa” è il ritornello che tutti suggeriscono. Ma “vivere a casa” vuol dire far venire meno le cose che diamo per scontate e che sentiamo preziose, muoverci, incontrarci, lavorare insieme, studiare insieme, divertirci insieme persino pregare insieme insomma la nostra libertà e il nostro bisogno degli altri.
Tutto questo è successo nel tempo forte della Quaresima che nella prima Domenica (la prima senza Eucaristia nelle Chiese) ci ha donato una parola di Paolo che sembra fuori luogo, stonata, inopportuna come l’ha chiamata il nostro Vescovo Mario nella sua omelia tramessa in tv:
ecco ora il momento favorevole, ecco ora il giorno della salvezza!

Allora vi offriamo il testo di quella omelia che ci aiuta a leggere questo tempo inopportuno:
“Ci viene rivolta oggi una parola che suona inopportuna. Risuona una di quelle parole che possono mettere di malumore, come un intervento maldestro, come di un richiamo che sconcerta. Una parola inopportuna mette a disagio, sembra venire da chi non comprende la situazione. E la parola inopportuna è quella di Paolo: ecco ora il momento favorevole, ecco ora il giorno della salvezza! È inopportuna questa parola, ma non possiamo tacerla. Suona come maldestra e sconcertante, ma non possiamo rifiutarla. Questo inizio di Quaresima, così strano, senza messa, senza ceneri, senza prediche, questo è il momento favorevole. Questo momento di allarme e di malumore, di strade quasi deserte e di attività rallentate proprio nella città frenetica, questo è il momento favorevole. È una parola inopportuna, ma è stata proclamata. Non possiamo lasciarla cadere come un seme che vada perduto. Risuoni dunque ancora, illumini questo nostro momento, chiami a conversione, se è una parola che viene da Dio.
Vorrei perciò giungere a tutti, farmi vicino a ogni fratello e sorella che ascolta, entrare in ogni casa, visitare ogni solitudine, guardare negli occhi ciascuno di coloro che vivono male questo momento, accompagnarmi a tutti coloro che sono preoccupati per i loro cari, per i programmi di studio, di lavoro che sono saltati, per gli affari che sono sfumati… Vorrei ripetere per tutti la parola inopportuna: ecco ora il momento favorevole!
Ecco il momento favorevole per cercare Dio: vi supplichiamo in nome di Cristo: lasciatevi riconciliare con Dio. Non c’è niente che possa sostituire la partecipazione corale all’assemblea domenicale. La differenza tra partecipare alla messa in Chiesa e seguire la messa in televisione è la stessa che c’è tra stare vicino al fuoco che scalda e rallegra e guardare una fotografia del fuoco. Ma in questo momento in cui non è senza pericolo radunarsi in assemblea è possibile dedicare lo stesso tempo che si dedicherebbe alla messa al silenzio, alla meditazione della Parola di Dio, alla preghiera. Sono certo che lo Spirito di Dio ci aiuterà ad ascoltare l’appello di Paolo, ci incoraggerà alla conversione, ci darà ragioni per partecipare con intensità inedita alla prossima celebrazione eucaristica.
Ecco ora il momento favorevole per abitare il deserto, per esercitare la libertà, riconoscere l’insidia del tentatore e prendere posizione. È il momento favorevole per dire sì e per dire no: chi vuoi adorare, Satana o Dio? di che cosa vuoi sfamarti: della sazietà che intontisce o della parola che illumina? Quale immagine vuoi costruirti: quella che esibisce la vanità o quella che cerca la verità propria e altrui? Ecco il momento favorevole per essere liberi.
Ecco ora il momento favorevole per esplorare le vie del digiuno gradito al Signore. Ecco il momento favorevole per cercare la riconciliazione, per praticare il buon vicinato, per spezzare il pane con l’affamato, per farsi vicini a coloro dai quali tutti si allontanano.
Ecco il momento favorevole per essere uniti nella lotta contro il male. L’allarme dei medici, le decisioni delle autorità, le pressioni mediatiche si sono rivelate di straordinaria efficacia nel lottare per contenere la diffusione del virus. E se noi fossimo tutti uniti, con tutte le forze della scienza, della amministrazione pubblica, della pressione mediatica per combattere la diffusione di ciò che rovina la vita di troppa gente? Se noi fossimo così uniti nel contrastare le dipendenze, la diffusione della droga, dell’alcol, del bullismo forse cambieremmo il volto della società.

Ecco il momento favorevole per diventare saggi ed evitare lo sperpero. Se abbiamo tempo perché sono interrotte o ridotte le attività ordinarie, possiamo evitare lo sperpero: possiamo usare il tempo per fare del bene, per pregare, per studiare, pensare, dare una mano. Se abbiamo parole, invece di parlare dell’unico argomento imposto in questo momento, possiamo usarle per dire parole buone, per dire parole intelligenti, sagge, costruttive.”
Allora viviamo questo tempo con speranza e fiducia, siamo aiutati anche dal viverla nel tempo di internet e dei social che ci aiutano a diminuire le distanze anche se ci manca il contatto.
Buona Quaresima

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